Tutto si definisce famiglia: un individuo che vive all’interno di una abitazione; una coppia che convive; un genitore con un bambino; due fratelli che si condividono la casa; ecc. E’ chiaro che non sono certamente i legami familiari a “fare famiglia”, piuttosto la convivenza, contiguità e vicinanza contraddistingue questo nuovo sistema familiare.
< La società ha perduto quella autorità morale che le consente generalmente di imporsi all’individuo per poter durare al di sopra delle generazioni che passano> Durkeim. Sembra quindi ancora più difficile definire le regole morali o civili che i membri di questa nuova comunità possano e debbano osservare. Possiamo fare appello ai generali assiomi dell’amore che mantengono le relazioni tra le persone, indipendentemente dal tipo di legame che istaurano:
comprendere (cum prendo) mettersi nei panni dell’altro, vivere la comunicazione in maniera empatica. L’azione del comprendere è diversa dal capire (captio, afferrare) concetti, nozioni, che non hanno bisogno di empatia, di trasmissione emotiva. I membri di una famiglia ne fanno parte per come “sono”, non per la propria competenza o il proprio contributo. Valgono quindi i rapporti emotivi tra gli stessi, non regole di processo funzionali al sistema.
accettare vuol dire non pretendere mutamenti irrealizzabili. Il partner accetta l’altro e lo ama per come è non per come diventerà. Il figlio che nasce in una famiglia non ha scelto quel o quei genitori e anche chi lo ha generato non lo ha scleto. L’ accettazione dell’altro è anche la conoscenza dell’altro.
valorizzare accettare l’altro per quello che è e mettere in risalto le qualità positive, sviluppando e potenziando i talenti. Quanti genitori proiettano i propri fallimenti nella scuola, nel lavoro e vogliono i figli “geni”? E quanti che non sono mai “cresciuti” nel senso emotivo del termine vorrebbero i figli sempre bambini?
curare occuparsi con riguardo di qualcuno. Non è esattamente “naturale” curare, accudire l’altro per l’essere umano. E’ piuttosto un comportamento conservativo della specie che chi genera si occupa del cucciolo fino a che non sia in grado di sopravvivere. Ma il cucciolo d’uomo, in un processo di acculturazione, impara ad accudire un suo pari o chi è difficoltà. Se al di fuori del sistema familiare cura ed accudimento sono azioni piuttosto desuete, i giovani del sistema fanno fatica ad imparare. Anche perché la maggior parte dell’apprendimento umano è per imitazione.
rispettare definire i ruoli di ciascuno, lasciare lo spazio di libera espressione. Era più facile un tempo in cui si dava del “lei” al proprio genitore. Paradossalmente sono i figli, soprattutto adolescenti di genitori o tutori impegnati e distratti dalla propria autorealizzazione (personale, professionale,ecc.) a fare da padroni, spesso senza obbedienza e senza “no” che invece aiutano a crescere.
Se le relazioni nella società del terzo millennio sono fragili e i legami sono deboli l’amore e i suoi principi possono costruire il modello di sistema familiare?
