In seguito ad una esperienza di disagio o di difficoltà sperimentato in prima persona, attivano le risorse e le mettono a disposizione di altri, attraverso l’esercizio dell’attività professionale del counselor.
Nel percorso formativo – a secondo dell’orientamento della scuola e dei dettami dell’associazione di categoria – la scuola offre un numero di ore di lavoro individuale e di supervisione. Il counselor è tenuto durante l’esercizio dell’attività a seguire la supervisione periodicamente e/o quando lo ritenga più utile, per evitare sovraccarico emotivo e bloccare proiezioni personali nel lavoro di cura sul cliente.
Il bilancio delle competenze è un metodo di accompagnamento nelle fasi di transizione della vita professionale/personale e si rivela molto funzionale per favorire l’inserimento in un contesto di lavoro nuovo, sia in una fase di avviamento iniziale, che in una fase di ricollocamento verso una nuova posizione o ruolo lavorativo. Il percorso tradizionale di bilancio di competenze consta di tre grandi fasi:
1. La prima fase serve a definire i bisogni specifici e le criticità delle scelte
2. La seconda fase, o l’analisi delle possibilità, avvia una sequenza di attività in modo da accrescere la conoscenza e consapevolezza di sé in modo equilibrato. Gli elementi oggetto di analisi e auto-analisi, attraverso i quali si può gestire il cambiamento, sono:
- Autostima;
- Sicurezza;
- Pensiero strategico;
- Comunicazione di sé;
- Presa di decisione;
- Locus of control.
3. La terza fase è l’elaborazione del progetto finale. Si analizzano i dati raccolti e si prendono in considerazione ciò che può favorire, oppure ostacolare il piano futuro e si identificano le tappe necessarie per mettere in pratica il progetto stesso. Gli strumenti da adottare sono:
• schede,
• test,
• questionari, laboratori
• scrittura o visualizzazione o comunicazione interattiva
Nella mia esperienza può essere utile il bilancio delle competenze alla fine del II anno di formazione per counselor, prima di iniziare il terzo anno in cui il formando consolida certe scelte professionali, prevede come utilizzare (o non utilizzare) il diploma e pesa la propria formazione con i vari casi con cui si interfaccia. La seconda fase del bilancio inoltre mette in chiara luce il “gap di competenze” personali che il formando avverte intraprendendo il terzo anno e quindi chiarisce e illumina il proprio percorso di studio e lavoro che compirà per completare il percorso. Noto che i discenti-counselor non sono mai giovinetti ma persone mature che si avviano a questa professione; pertanto la focalizzazione dello studio e del processo di autoformazione, dopo aver evidenziato il gap di competenze, può essere concentrato e diretto meglio, nel momento in cui anche l’obiettivo formativo personale è chiaro e definito.
Il bilancio delle competenze è inoltre un modo per “misurarsi” preventivamente nell’esercizio dell’attività professionale del counselor: alcuni prevedono di conciliare il proprio lavoro ( o studio) con il counseling; altri scelgono di farla diventare l’unica professione. L’investimento emotivo e pratico è molto duro in quanto dopo più di 20 anni in Italia il counseling è una professione poco nota, spesso confusa con altre, dai confini non definiti ai più.
Per alzare il livello di motivazione del counselor in formazione – prima dell’esame finale – è utile la terza fase del bilancio delle competenze – il progetto professionale- per evidenziare punti di forza e debolezza personali e minacce ed opportunità del mercato, ed abitua il couselor in formazione a ragionare in termini di domanda ed offerta, mercato e segmento, concorrenza e tariffe professionali. Nella terza fase infatti lo specialista aiuta il counselor in formazione a:
• La stesura di un curriculum vitae
• L’analisi degli interessi professionali e formativi
• L’elaborazione di un progetto personalizzato
• La ricerca di offerte lavorative.
Inoltre il formando impara a redigere i propri obiettivi con la tecnica SMART:
• SPECIFIC specifici
• MEASURABLE misurabili
• AGREED UPON concordati
• REASONABLE ragionevoli
• TRACKABLE controllabili/valutabili
e a definirli in termini di priorità, urgenza ed importanza.
Il Bilancio delle Competenze come prerequisito di accesso per il
Counselor Professionista
Approfondimento Modulo Etica e Deontologia
A cura di Zila Carnevale – Corso Counseling Sessuologico luglio 2017
Nella mia esperienza di formatore, nelle scuole di Counseling (e nelle altre scuole di operatori delle relazioni di aiuto), ho riscontrato un fenomeno ricorrente: le persone scelgono di dedicarsi alla professione del counselor in risposta ad un bisogno personale.
