2. Innamoramento. Le persone innamorate hanno dei segnali visibili, dal punto di vista esteriore e mentale, della fase di eccitamento che vivono: è la produzione delle fenilanfetamine che sono dei naturali eccitanti. Di solito c'è una progressiva perdita di appetito ed anche una grande carica energetica. L'insonnia di notte è un altro di questi segnali che rappresentano l'innamoramento. Gli innamorati sono alla ricerca del contatto. Questa fase è caratterizzata dalla passione. Come il bambino con la madre e viceversa. Infatti il maschio spesso ha atteggiamenti simili al genitore nei confronti dell'amata e la femmina ha modalità accudenti simili alla madre nei confronti dell'infante. I frequenti rapporti sessuali che due partners innamorati hanno aumenta il loro stato di benessere per la produzione di ossitocina, che come nella madre con il nascituro provoca il sistema di attaccamento. Il partner diventa il luogo emotivo in cui rifugiarsi, su cui "posare la testa" per essere confortati ed accuditi, tal quale il bimbo con la madre o il padre o altro individuo adulto che svolge funzione tutoriale.
3. L'amore. In questa fase i due partners si svegliano dalla "ubriacatura" della fase dell'innamoramento e incominciano a guardarsi veramente. Molti legami infatti si rompono proprio in questa fase perché dallo stadio di pura eccitazione i due partners cercano intimità che non è solo fisica, ma anche di affetto, di fiducia e di richiesta di supporto. E' in questa fase che c'è la maggior aspettativa e la maggiore "ansia da separazione", quasi che la vicinanza dell'uno diventasse "la sopravvivenza" dell'altro.
4. L'attaccamento e la quotidianità. Questa fase è caratterizzata dall'impegno. Infatti i partners incominciano a fare progetti più solidi e duraturi ed investono anche tempo ed energie nel consolidamento del legame ed anche nel riconoscimento esteriore dello stesso (fidanzamento, matrimonio, scelta di avere un figlio, ecc.). Non è detto che si continua ad avere una intensa vita sessuale, come nella fase 2, ma i rapporti sessuali rappresentano modi per riconoscersi e sono parti dell'attaccamento e investimento emotivo più profondo. Se il sistema di attaccamento è sano ( tecnicamente sicuro) l'allontanamento di uno e /o dell'altra e il ritornare insieme non genera ansia ma conferisce la giusta spinta evolutiva dei due partners:
"Incominci a cercare una donna o un uomo
Che possa creare un certo insieme organico con te,
una unità nella tua vita, in modo che questa carenza costante,
questo qualche cosa che manca ,
questo pesante senso di incompletezza nel tuo essere venga rimosso....
Ma nessuno ha mai trovato una donna o un uomo
In grado di esaudire il desiderio di diventare un insieme completo".
OSHO, Sermon in stones
5. (eventuale ) Rottura del legame
Per vario motivo il legame tra partners può rompersi. Normalmente chi lo subisce tenderà prima a protestare, arrabbiarsi, addossando la colpa della perdita all'altro. Poi tenderà alla disperazione fino al graduale distacco. Il distacco è la fase in cui le emozioni intense di dispiacere e di malessere lasciano il posto solamente a quelle positive, in quanto l'uomo tende a preservare la sua memoria emotiva e attiva la capacità di ricreare situazione piacevoli e non spiacevoli.
Se però la rottura dei legami si ripete e ciò provoca sofferenza o la rottura di un legame è stato fortemente traumatico, l'individuo tenderà ad innescare dei meccanismi di difesa molto forti. Bisogna quindi risalire al sistema di attaccamento creatosi nella fase iniziale dell'allevamento dell' individuo, tra madre (padre) e bambino.
Se il genitore non ha istaurato un legame sicuro (stile di attaccamento sicuro) al bambino è stato inferto dolore. Questo trauma nel crescere è spesso nascosto. Il trauma nascosto genere rabbia: il bambino si arrabbia nei confronti del genitore, desidera la "sua morte" e gli impulsi violenti a loro volta scatenano a livello incosciente il "dolore della colpa". Le difese, le distanze e gli evitamenti che l'individuo, una volta cresciuto, innescherà con i partners tenderà a mantenere il "dolore della colpa" lontano dalla coscienza. Per fare questo però un individuo con uno stile di attaccamento ansioso/evitante o ansioso/distanziante innesca spesso meccanismi autosabotanti e autodistruttivi: il bambino (cresciuto) desidera stare vicino alla madre, ma per paura di soffrire (perché spesso non la trova disponibile) impedisce la realizzazione di questo desiderio. In fase adulta questo bambino inibisce la vicinanza emotiva e sopprime i sentimenti di separazione, allontanamento, inibendo il proprio dolore. Più gli/le verrà richiesto vicinanza e impegno più l'individuo con questo stile di attaccamento si troverà in mille situazioni in cui non solo non garantisce vicinanza, impegno, affidabilità, ma innesca la stessa frustrazione e rabbia nel partner fino all'allontanamento e abbandono. E così continuerà a lamentarsi per l'abbandono e la separazione subita – da quando era bambino – che però da adulto è lui stesso a provocare.
Il counsellor può aiutare attraverso la ricostruzione del vissuto a "svuotare l'inconscio della colpa" a rendere "aperte" le vie di scarico dell'ansia inconscia. E a permettere all'individuo di attaccarsi in maniera sana al partner, riparando la ferita del bambino.
Da Carl Rogers in "Becoming Partners"
Per essere una coppia due partners dovrebbero seguire le seguenti prassi comportamentali:
1) Continuità e presenza
2) Possibilità di parlarsi, esprimere pensieri ed emozioni
3) Saper ascoltare la voce dell'altro, saperne leggere l'espressione, i gesti, i sottintesi
4) Buon contatto affettivo fatto di tenerezze, attenzioni concrete, carezze, sguardi
5) Empatia (mettersi nei panni dell'altro)
6) Avere vivi interessi comuni che permettano di avvicinarsi
7) Buona comunicazione erotica sessuale
8) Impegno di vivere e crescere insieme
9) Rispetto dell'individualità e dell'autonomia dell'altro
10) Reciprocità dei fattori su elencati
Zila Carnevale
