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Una esperienza di counseling aziendale

 Una esperienza di counseling aziendale

“Oggi siamo in grado di produrre tutto ciò che serve, con una frazione limitata di persone. Siamo di fronte alla più grande storia di successo del capitalismo moderno: questo ci sta portando alla fine del lavoro di massa e alla liberazione dalla schiavitù del lavoro.

Alle generazioni del terzo millennio resterà poco da scegliere. Sono infatti quattro le porte tradizionali alle quali si bussa per cercare lavoro: il mercato, lo Stato, il terzo settore e la criminalità organizzata. Il mercato però offrirà sempre meno opportunità a causa del progresso tecnologico. Lo Stato, ovunque nel mondo, non è più in grado di assumere. E l’unica alternativa alla criminalità resta il terzo settore: tutte quelle attività, cioè, che producono capitale sociale. Per questo dobbiamo ribaltare i valori attuali: lavorare nel terzo settore deve essere considerato più prestigioso che lavorare nel mercato”.
Così cita Rifkin. Ma è vero che nasce sempre più l’esigenza di offrire al mercato professionisti delle relazioni d’aiuto bravi e preparati che sappiano sostituire i caregiver familiari nei contesti in cui necessita assistenza alla persona. Garantire dignità al malato, assicurare un benessere famigliare accettabile è la sfida di operatori del sociale che ogni giorno combattono con la speranza di vita e lo stress della cura.

L’esperienza qui di seguito narrata vuole essere una testimonianza di miglioramento continuo che il counseling aziendale può portare nelle organizzazioni che si occupano di riabilitazione e cura e agli operatori che si occupano quotidianamente dell’assistenza a malati e famiglie.

Zila Carnevale

 

You have been given a gift. It is called life. And with this gift you have been given all of the talents, all of the knowledge and all of the power to create whatever it is you want to create on this Earth. Regardless of what shape or form this gift comes in for you, you owe it to yourself to go out there and become the best person you can possibly be, doing whatever it is that you want to do and use your gift to see what an amazing life you can create for yourself. You serve no one, especially not yourself, by choosing to be average.

 ANONIMO AUTRALIANO