Venerdì, 28 Marzo 2014 10:53

  Perché c’è bisogno di un counselor aziendale ?

<<L’anno peggiore della storia dell’economia italiana dal secondo dopoguerra>> così il consiglio nazionale economia e lavoro descrive il mercato lavorativo 2012-2013. La crisi iniziata nel 2007 è al suo settimo anno , i dati istat, aggiornati ad agosto 2013, parlano di 3 milioni 127 mila disoccupanti con un aumento di circa 395 mila unità rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione si attesta quindi al 12,2 %; il punto di massima tensione è raggiunto tra i giovani , difatti tra i 15 e i 24 anni si arriva a un record storico : 40% la percentuale più alta dal 1977.

Per far fronte a questa situazione negativa in Italia è sempre più diffuso il lavoro part-time, che tuttavia non risulta particolarmente apprezzato da lavoratori alla ricerca di un impiego a tempo pieno; altro elemento di preoccupazione è rappresentato ‘’dall’esercito dei precari in Italia’’(articolo repubblica; 4 giugno 2013) : sono 3,3 milioni e guadagnano in media 836 euro al mese , tra questi molti sono dipendenti della pubblica amministrazione. In tali circostanze è sensato richiamare un testo di Judith Butler , filosofa statunitense che nel 2004 pubblica vite precarie; ivi il termine‘’precario‘’si allontana dall’accezione comune di precarietà lavorativa per descrivere una condizione più generale di ‘’precarizzazione’’ , all’interno della quale l’individuo vive uno stato di insicurezza e vulnerabilità a causa di una politica economica oramai in fase di collasso. Il lavoratore odierno in questo contesto rischia di alienarsi inconsciamente dal proprio impiego, al punto tale da generare sentimenti di malcontento e frustrazione nei confronti della sua attività ; viene a mancare di conseguenza quell’energia necessaria al successo soggettivo che è elemento imprescindibile dell’affermarsi di importanti obiettivi lavorativi. La recrudescenza di queste problematiche richiede l’intervento di una nuova figura professionale, un counselor esperto in relazioni d’aiuto a livello gestionale; motivazione, salute, sicurezza sul luogo di lavoro sono i pilastri fondamentali su cui si fonda il benessere dei lavoratori all’interno di un organizzazione , ed è proprio al rafforzamento strutturale di questi punti cardine che è diretta l’attività del counselor aziendale. Questa nuova professione si impegna a dare forza e spessore agli stati vitali dei singoli lavoratori per garantire serenità sia a livello personale che a livello lavorativo; favorisce inoltre la comunicazione interpersonale attraverso attività di gruppo che agevolano la condivisione e l’affermazione di obbiettivi personali e collegiali. Per concludere il counselor aziendale mediante la sua attività si propone di migliorare l’ambiente lavorativo agendo sulle potenzialità dei singoli lavoratori , ma anche attraverso un incentivo alla cooperazione che sia in grado di incanalare il benessere comune in un generale successo collettivo e di conseguenza aziendale                                                                                                                   

 

 Flavio Forgione StudioCarnevale                                                                                                                                                                                       

http://www.repubblica.it/economia/2013/06/04/news/ecco_l_esercito_dei_precari_in_italia_sono_3_3_milioni_e_guadagnano_836_euro-60337398/ http://www.linkiesta.it/disoccupazione-occupazione-italia Emergenze democratiche; Alessandro Arienzo , Gianfranco Borrelli ; Giannini Editore.

You have been given a gift. It is called life. And with this gift you have been given all of the talents, all of the knowledge and all of the power to create whatever it is you want to create on this Earth. Regardless of what shape or form this gift comes in for you, you owe it to yourself to go out there and become the best person you can possibly be, doing whatever it is that you want to do and use your gift to see what an amazing life you can create for yourself. You serve no one, especially not yourself, by choosing to be average.

 ANONIMO AUTRALIANO